L’isolamento dei cittadini attivi non è un incidente. È il modo più economico ed efficace per renderli innocui. E funziona da decenni.
In Italia ci sono migliaia di persone che si occupano seriamente di qualcosa. Un comitato che si batte per un ospedale. Un’associazione che segue il diritto alla casa. Un avvocato che di sera studia una legge elettorale. Un medico che sa esattamente perché le liste d’attesa sono quelle che sono.
Quasi nessuna di queste persone sa dell’esistenza delle altre. Nemmeno quando abitano nella stessa città. Nemmeno quando si battono, negli stessi mesi, esattamente per la stessa cosa.
Non è sfortuna. È il risultato prevedibile di un sistema che funziona meglio così.
Un comitato di quartiere che vince una battaglia locale è una notizia di cronaca. Cento comitati che si trovano, si parlano e decidono di muoversi insieme sono un problema politico — per chi ha interesse a che le cose restino come sono.
Ecco perché la frammentazione conviene: non serve reprimere nessuno, basta che nessuno si trovi.
Non è retorica. È aritmetica.
Cinquantamila firme autenticate non le raccoglie un movimento con due sedi. Le raccoglie una rete che sa dove sono i suoi: chi può tenere un banchetto a Torino, chi conosce un autenticatore a Bari, chi ha una piazza a Palermo il sabato mattina.
Lo stesso vale per le competenze. Una proposta di legge scritta male viene cestinata in commissione. Una scritta bene, con i numeri giusti e gli articoli giusti, va discussa. Le competenze per scriverla bene esistono già — sono sparse tra le persone che ci leggono, e oggi non sappiamo nemmeno chi sono.
Un legale. Un medico. Un chimico che sa leggere le analisi dell’ARPA. Un contabile che sa smontare un bilancio comunale. Un insegnante. Un agronomo. Qualcuno che ha già fatto una raccolta firme e sa dove si sbaglia.
Non è un social network. Non è un elenco da guardare. È uno strumento di lavoro: serve a far succedere delle cose.
I temi che indichi possono rivelare le tue opinioni politiche: per la legge europea sono dati particolarmente protetti (art. 9 GDPR), e li trattiamo come tali. L’informativa completa è in fondo alla pagina della mappa.
Bastano due minuti. Poi, la prossima volta che serve una firma, una competenza o una piazza, sapremo che ci sei.
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