Di cosa si tratta
«Fuori l’Italia dalla guerra» è una raccolta di adesioni, aperta sul sito fuorilitaliadallaguerra.org, che chiede una mobilitazione generale non violenta: partendo «dai tanti luoghi della Repubblica», l’obiettivo dichiarato è arrivare a una manifestazione nazionale a Roma nell’ottobre 2026 (data e percorso, si legge sul sito, vengono comunicati a chi lascia un contatto). Al momento in cui scriviamo (9 settembre 2026) la pagina indica 3.844 adesioni fra primi firmatari, singoli cittadini e organizzazioni: un numero rilevato in quel momento, non un contatore che aggiorniamo noi.
Le richieste, con le parole del testo originale
Il sito riassume l’appello in sei punti. Li riportiamo qui integralmente, come sono scritti dai promotori: sono le loro posizioni, non le facciamo nostre punto per punto. Il nostro sostegno riguarda la richiesta di fondo — una mobilitazione pacifica per la pace — non ogni singola formulazione politica del testo.
«No al riarmo e all’esercito europeo!
Per un’Italia indipendente, neutrale in pace con la Russia e con tutti i popoli ribelli!
Non combatteremo sotto le bandiere della NATO e della UE!
Diserzione di massa come fecero i giovani italiani davanti alla chiamata alle armi dei fascisti!
Per la solidarietà con la Palestina e la rottura di ogni rapporto con l’entità sionista!
Pace e lavoro, fuori l’Italia dalla guerra!»
Il testo integrale dell’appello, più lungo e articolato, spiega queste posizioni collocandole in un’analisi esplicitamente antimperialista del conflitto in Ucraina, del riarmo europeo e della situazione a Gaza. È una lettura di parte, dichiarata come tale dagli stessi promotori («cittadini e associazioni antimperialiste»): chi vuole leggerla per intero la trova sulla pagina originale, che linkiamo qui sopra e qui sotto.
Perché lo sosteniamo
Partecipazione Attiva condivide l’appello a una mobilitazione non violenta per la pace e la richiesta di una manifestazione nazionale che dia voce a chi si oppone all’escalation militare. Le singole formulazioni politiche del testo, il movimento né le fa proprie né le respinge: ogni formulazione — su NATO, riarmo, Russia, Ucraina, Medio Oriente — resta responsabilità di chi l’ha scritta. Chi firma, firma l’appello dei promotori, non un documento di Partecipazione Attiva.
L’appello «Fuori l’Italia dalla guerra» è promosso da cittadini e associazioni antimperialiste e per la pace; i contenuti e le richieste sono loro e sono riportati qui seguendo il testo pubblicato su fuorilitaliadallaguerra.org, senza aggiunte né riscritture. Partecipazione Attiva lo sostiene nella sua richiesta di una mobilitazione pacifica: il nostro ruolo è diffonderlo e invitare a firmare. Questo non fa di noi, né di alcun suo dirigente, i promotori dell’appello, e non implica l’adesione del movimento a ogni sua singola posizione politica.