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📰 Analisi politica · 29 marzo 2026

Stabilicum: la nuova legge elettorale spiegata a chi non fa il politico di professione

L'iter parlamentare è ufficialmente iniziato il 1° aprile alla Camera. Prima che i partiti se ne impadroniscano con slogan di parte, proviamo a capirla insieme — con i dati, senza tifare.

Pensattivo nella sezione elettorale con i dubbi sullo Stabilicum

Che cosa significa “Stabilicum”

Stabilicum è il nome della nuova legge elettorale italiana, approvata dalla Camera il 16 luglio 2026 e ora all’esame del Senato. Sostituisce il Rosatellum con un sistema proporzionale puro: alla coalizione che supera il 42% dei voti vanno in premio 70 deputati e 35 senatori, e se nessuno raggiunge il 42% il premio non scatta. Restano le liste bloccate: si vota il partito, non il nome del candidato.

🔄 A che punto è l’iter — aggiornato al 28 luglio 2026Il 14 luglio la Camera ha bocciato a scrutinio segreto l’emendamento sulle preferenze per un solo voto (188 contrari, 187 favorevoli). Il 16 luglio ha approvato l’intera legge con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti. Il testo è ora all’esame del Senato. La nota del portavoce →  ·  I sette profili di incostituzionalità →  ·  Le riflessioni della prof.ssa Lara Trucco →

Il 1° aprile 2026 lo Stabilicum è stato ufficialmente incardinato in commissione Affari Costituzionali della Camera. Nominati 4 relatori (uno per ogni partito di maggioranza). Il primo passo sarà una fase di audizioni tecniche, poi il testo — probabilmente emendato — passerà all’esame di Camera e Senato. L’iter si è poi fermato per le festività pasquali ed è ripreso con le audizioni in commissione, oltre 70 soggetti ascoltati.

Se ne parla ovunque. La chiamano Stabilicum, la difendono, la attaccano, la temono. Ma quanti sanno davvero cosa prevede? Quanti cittadini hanno capito cosa cambierebbe nel momento più importante della democrazia — quello in cui si entra in cabina elettorale?

Proviamo a raccontarla senza bandiere. Non siamo avvocati della maggioranza né dell'opposizione. Siamo un movimento di cittadini e ci interessa una cosa sola: che il tuo voto conti davvero.

Il punto di partenza: perché cambiare?

L'Italia ha avuto 68 governi in 80 anni di Repubblica. Una media di uno ogni quattordici mesi. Questo dato — reale e documentato — è al centro della proposta: l'obiettivo dichiarato dello Stabilicum è garantire governi stabili, evitare trattative infinite dopo il voto, sapere già la sera delle elezioni chi governerà.

È un obiettivo condivisibile? In astratto, sì. Il problema è sempre come si raggiunge.

Come funziona — in parole semplici

Lo Stabilicum supera il Rosatellum attualmente in vigore e introduce un sistema proporzionale puro, con un meccanismo di premio per chi vince.

📌 Se diventa legge, sarà la sesta legge elettorale della Repubblica Dopo il proporzionale puro della Prima Repubblica, il Mattarellum (1993), il Porcellum (2005), l'Italicum (2015) e il Rosatellum (2017). Ogni riforma ha detto di voler migliorare la precedente.

1. Sistema proporzionale puro

I seggi vengono assegnati in proporzione ai voti ottenuti da ogni partito o coalizione — su base nazionale per la Camera, regionale per il Senato. Vengono eliminati i collegi uninominali del Rosatellum, dove si votava anche per un candidato specifico nel territorio.

2. Premio di maggioranza

Alla coalizione che supera il 42% dei voti viene assegnato automaticamente un bonus di 70 deputati e 35 senatori, entro un tetto massimo di 220 seggi alla Camera e 113 al Senato. Significa che chi prende il 42% può arrivare a controllare ben oltre la metà del Parlamento.

3. Proporzionale puro senza premio

Se nessuna forza raggiunge il 42% dei voti, anche solo in una delle due Camere, o se Camera e Senato danno esiti divergenti, il premio di maggioranza non scatta e si applica il proporzionale puro, senza alcun bonus di seggi.

4. Soglie invariate

3% per i partiti singoli, 10% per le coalizioni — le stesse del Rosatellum. Chi non raggiunge la soglia non entra in Parlamento.

5. Nessuna preferenza, e liste corte

Come con il Rosatellum, i cittadini non possono indicare un candidato specifico: si vota il partito o la coalizione, e chi entra in Parlamento lo decide la segreteria di partito nell’ordine della lista. Il testo approvato dalla Camera aggiunge una novità: le liste diventano corte e bloccate, da due a sei candidati, e gli eletti sono determinati dall’ordine di presentazione. Liste più corte significano che, in ogni collegio, i nomi che contano davvero sono pochissimi — e li sceglie il partito.

Rosatellum vs Stabilicum — il confronto

AspettoRosatellum (attuale)Stabilicum (proposto)
SistemaMisto (proporzionale + uninominale)Proporzionale puro
Collegi uninominaliSì — circa 1/3 dei seggiNo — eliminati
Premio di maggioranzaNoSì — 70 dep. + 35 sen. al 42%
PreferenzeNo — liste bloccateNo — liste bloccate e corte (2-6 candidati)
Proporzionale puro senza premioNoSì — se nessuno al 42% o esiti Camera/Senato divergenti
Soglia sbarramento3% / 10% coalizioni3% / 10% coalizioni

Le 4 domande che ogni cittadino dovrebbe farsi

Il mio voto vale davvero?
Il sistema di base è proporzionale — ogni voto conta per assegnare seggi. Ma il premio di maggioranza può amplificare enormemente il risultato della coalizione vincente. Il costituzionalista Michele Ainis stima che una coalizione con il 42% dei voti possa ottenere oltre il 55% dei seggi — superando anche le soglie che permettono di eleggere giudici costituzionali e altre cariche di garanzia dello Stato.
Posso scegliere il mio rappresentante?
No. Né con il Rosatellum né con lo Stabilicum puoi indicare chi vuoi in Parlamento. In entrambi i sistemi le liste sono bloccate: entrano in Parlamento le persone scelte dal partito, nell'ordine deciso dal partito.
Cosa succede se nessuno vince al primo turno?
Non esiste un secondo turno. Se nessuna forza raggiunge il 42% dei voti, anche solo in una delle due Camere, oppure se Camera e Senato danno esiti divergenti, si applica il proporzionale puro senza premio: i seggi vengono assegnati in proporzione ai voti, senza bonus per nessuna coalizione.
È costituzionale?
È il grande punto interrogativo. La Corte Costituzionale ha già bocciato in passato leggi elettorali con premi di maggioranza (Porcellum nel 2014, parti dell'Italicum nel 2017). Diversi costituzionalisti stimano che un premio che porta una coalizione sopra il 55-60% dei seggi con il 42% dei voti possa essere dichiarato incostituzionale. Il dibattito è aperto e la Consulta potrebbe essere chiamata a pronunciarsi.

Il metodo, non solo il merito

Indipendentemente da come la si pensi sul contenuto della riforma, c'è una questione di metodo che riguarda tutti i cittadini, di qualsiasi orientamento politico.

La proposta è stata scritta di notte, solo dalla maggioranza, senza confronto con l'opposizione. L'iter parlamentare inizia il 31 marzo, a meno di 24 ore dalla chiusura del referendum sulla giustizia — un calendario che ha sorpreso le stesse forze di opposizione. Le regole del gioco democratico sono quelle che valgono per tutti, oggi e domani, chiunque governi. Per questo, storicamente, le leggi elettorali migliori sono nate da un ampio consenso parlamentare, non dalla forza numerica di chi è al governo.

Non è una valutazione politica. È una regola di buon senso democratico.

✊ La posizione di Partecipazione Attiva

Il voto è sacro. Le sue regole devono essere condivise.

Lo Statuto di Partecipazione Attiva è fondato sulla Costituzione Italiana e sul principio che la sovranità appartiene al popolo. Per noi questo non è uno slogan: significa che le regole con cui i cittadini esprimono quella sovranità — le leggi elettorali — non possono essere scritte da una sola parte per avvantaggiare sé stessa.


Non siamo contrari alla ricerca della stabilità di governo — è un obiettivo legittimo. Siamo contrari a qualsiasi riforma che riduca il peso reale del voto di ciascun cittadino, che tolga la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, che venga approvata senza il più ampio consenso possibile tra tutte le forze parlamentari.


Chiediamo che l'iter parlamentare sia trasparente, che le audizioni dei costituzionalisti siano pubbliche e accessibili, e che i cittadini vengano informati — con chiarezza e senza propaganda di parte — di cosa cambierà nel loro voto.


Continueremo a seguire e raccontare ogni passaggio. Perché questa è politica che riguarda tutti. Non solo chi ha la tessera di un partito.

Tutti i passaggi dell'iter, uno per uno

Dal 1° aprile 2026 a oggi Partecipazione Attiva ha seguito ogni tappa dello Stabilicum. Qui sotto la cronaca completa, dalla più recente alla prima.

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    Stabilicum: si può votare una legge che non si riesce a capire? Le riflessioni della prof.ssa Lara Trucco
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Partecipazione Attiva seguirà ogni passaggio e tornerà ad aggiornarti con analisi chiare, senza tifare. Perché il tuo voto è troppo importante per lasciarlo spiegare solo ai professionisti della politica.

🔄 Aggiornamento 17/07/2026: la Camera ha approvato lo Stabilicum, ora al Senato. Leggi la nota del portavoce Luigi Spanu →
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📚 Fonti ufficiali consultate:
Senato della Repubblica — Disegno di legge A.C. 2822 (Stabilicum)
Camera dei Deputati — A.C. 2822
Corte Costituzionale — Giurisprudenza in materia elettorale

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