Stabilicum: la nuova legge elettorale spiegata a chi non fa il politico di professione
L'iter parlamentare è ufficialmente iniziato il 1° aprile alla Camera. Prima che i partiti se ne impadroniscano con slogan di parte, proviamo a capirla insieme — con i dati, senza tifare.

Che cosa significa “Stabilicum”
Stabilicum è il nome della nuova legge elettorale italiana, approvata dalla Camera il 16 luglio 2026 e ora all’esame del Senato. Sostituisce il Rosatellum con un sistema proporzionale puro: alla coalizione che supera il 42% dei voti vanno in premio 70 deputati e 35 senatori, e se nessuno raggiunge il 42% il premio non scatta. Restano le liste bloccate: si vota il partito, non il nome del candidato.
Il 1° aprile 2026 lo Stabilicum è stato ufficialmente incardinato in commissione Affari Costituzionali della Camera. Nominati 4 relatori (uno per ogni partito di maggioranza). Il primo passo sarà una fase di audizioni tecniche, poi il testo — probabilmente emendato — passerà all’esame di Camera e Senato. L’iter si è poi fermato per le festività pasquali ed è ripreso con le audizioni in commissione, oltre 70 soggetti ascoltati.
Se ne parla ovunque. La chiamano Stabilicum, la difendono, la attaccano, la temono. Ma quanti sanno davvero cosa prevede? Quanti cittadini hanno capito cosa cambierebbe nel momento più importante della democrazia — quello in cui si entra in cabina elettorale?
Proviamo a raccontarla senza bandiere. Non siamo avvocati della maggioranza né dell'opposizione. Siamo un movimento di cittadini e ci interessa una cosa sola: che il tuo voto conti davvero.
Il punto di partenza: perché cambiare?
L'Italia ha avuto 68 governi in 80 anni di Repubblica. Una media di uno ogni quattordici mesi. Questo dato — reale e documentato — è al centro della proposta: l'obiettivo dichiarato dello Stabilicum è garantire governi stabili, evitare trattative infinite dopo il voto, sapere già la sera delle elezioni chi governerà.
È un obiettivo condivisibile? In astratto, sì. Il problema è sempre come si raggiunge.
Come funziona — in parole semplici
Lo Stabilicum supera il Rosatellum attualmente in vigore e introduce un sistema proporzionale puro, con un meccanismo di premio per chi vince.
1. Sistema proporzionale puro
I seggi vengono assegnati in proporzione ai voti ottenuti da ogni partito o coalizione — su base nazionale per la Camera, regionale per il Senato. Vengono eliminati i collegi uninominali del Rosatellum, dove si votava anche per un candidato specifico nel territorio.
2. Premio di maggioranza
Alla coalizione che supera il 42% dei voti viene assegnato automaticamente un bonus di 70 deputati e 35 senatori, entro un tetto massimo di 220 seggi alla Camera e 113 al Senato. Significa che chi prende il 42% può arrivare a controllare ben oltre la metà del Parlamento.
3. Proporzionale puro senza premio
Se nessuna forza raggiunge il 42% dei voti, anche solo in una delle due Camere, o se Camera e Senato danno esiti divergenti, il premio di maggioranza non scatta e si applica il proporzionale puro, senza alcun bonus di seggi.
4. Soglie invariate
3% per i partiti singoli, 10% per le coalizioni — le stesse del Rosatellum. Chi non raggiunge la soglia non entra in Parlamento.
5. Nessuna preferenza, e liste corte
Come con il Rosatellum, i cittadini non possono indicare un candidato specifico: si vota il partito o la coalizione, e chi entra in Parlamento lo decide la segreteria di partito nell’ordine della lista. Il testo approvato dalla Camera aggiunge una novità: le liste diventano corte e bloccate, da due a sei candidati, e gli eletti sono determinati dall’ordine di presentazione. Liste più corte significano che, in ogni collegio, i nomi che contano davvero sono pochissimi — e li sceglie il partito.
Rosatellum vs Stabilicum — il confronto
| Aspetto | Rosatellum (attuale) | Stabilicum (proposto) |
|---|---|---|
| Sistema | Misto (proporzionale + uninominale) | Proporzionale puro |
| Collegi uninominali | Sì — circa 1/3 dei seggi | No — eliminati |
| Premio di maggioranza | No | Sì — 70 dep. + 35 sen. al 42% |
| Preferenze | No — liste bloccate | No — liste bloccate e corte (2-6 candidati) |
| Proporzionale puro senza premio | No | Sì — se nessuno al 42% o esiti Camera/Senato divergenti |
| Soglia sbarramento | 3% / 10% coalizioni | 3% / 10% coalizioni |
Le 4 domande che ogni cittadino dovrebbe farsi
Il metodo, non solo il merito
Indipendentemente da come la si pensi sul contenuto della riforma, c'è una questione di metodo che riguarda tutti i cittadini, di qualsiasi orientamento politico.
La proposta è stata scritta di notte, solo dalla maggioranza, senza confronto con l'opposizione. L'iter parlamentare inizia il 31 marzo, a meno di 24 ore dalla chiusura del referendum sulla giustizia — un calendario che ha sorpreso le stesse forze di opposizione. Le regole del gioco democratico sono quelle che valgono per tutti, oggi e domani, chiunque governi. Per questo, storicamente, le leggi elettorali migliori sono nate da un ampio consenso parlamentare, non dalla forza numerica di chi è al governo.
Non è una valutazione politica. È una regola di buon senso democratico.
Il voto è sacro. Le sue regole devono essere condivise.
Lo Statuto di Partecipazione Attiva è fondato sulla Costituzione Italiana e sul principio che la sovranità appartiene al popolo. Per noi questo non è uno slogan: significa che le regole con cui i cittadini esprimono quella sovranità — le leggi elettorali — non possono essere scritte da una sola parte per avvantaggiare sé stessa.
Non siamo contrari alla ricerca della stabilità di governo — è un obiettivo legittimo. Siamo contrari a qualsiasi riforma che riduca il peso reale del voto di ciascun cittadino, che tolga la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, che venga approvata senza il più ampio consenso possibile tra tutte le forze parlamentari.
Chiediamo che l'iter parlamentare sia trasparente, che le audizioni dei costituzionalisti siano pubbliche e accessibili, e che i cittadini vengano informati — con chiarezza e senza propaganda di parte — di cosa cambierà nel loro voto.
Continueremo a seguire e raccontare ogni passaggio. Perché questa è politica che riguarda tutti. Non solo chi ha la tessera di un partito.
Tutti i passaggi dell'iter, uno per uno
Dal 1° aprile 2026 a oggi Partecipazione Attiva ha seguito ogni tappa dello Stabilicum. Qui sotto la cronaca completa, dalla più recente alla prima.
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• Senato della Repubblica — Disegno di legge A.C. 2822 (Stabilicum)
• Camera dei Deputati — A.C. 2822
• Corte Costituzionale — Giurisprudenza in materia elettorale
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