La settimana che ha cambiato il dossier
Nella settimana dell'11–16 maggio 2026 lo Stabilicum — la proposta di riforma della legge elettorale del centrodestra — ha subito un'accelerazione politica significativa, accompagnata però da forti resistenze sia interne alla maggioranza sia da parte del mondo accademico e delle opposizioni.
11 maggio: il vertice a Palazzo Chigi
La sera dell'11 maggio Giorgia Meloni ha convocato a Palazzo Chigi i leader della coalizione — Salvini, Tajani e Lupi — per trovare una linea comune. La parola d'ordine uscita dal vertice è quella di Salvini: "dritti". La maggioranza ha confermato l'impianto della riforma, lasciando però aperti alcuni nodi tecnici: ballottaggio, preferenze e l'eventuale abbassamento del premio di maggioranza.
Nella stessa giornata, 120 costituzionalisti hanno firmato un appello pubblico contro la riforma, definendola "gravemente lesiva dei valori costituzionali" e un "Premierato di fatto". Secondo i firmatari la proposta aggraverebbe il distacco tra cittadini e istituzioni e rafforzerebbe la crisi del Parlamento.
13–14 maggio: il tavolo alla Camera e la soglia al 42%
Il tavolo del centrodestra alla Camera ha registrato una novità politica netta: Azione ha accettato il confronto, mentre Pd, M5S, Avs, Italia Viva e +Europa sono rimasti fuori. I correttivi tecnici emersi:
- Soglia d'accesso al premio verso il 42% (al posto del 40%)
- Possibile riduzione del tetto dei seggi ottenibili alla Camera con i 70 deputati aggiuntivi
- Chiusura delle audizioni prevista nella settimana del 19 maggio
Il calendario della maggioranza: giugno per gli emendamenti, luglio 2026 per l'Aula della Camera.
Le divisioni nella maggioranza
Nonostante la facciata compatta, le tensioni interne restano. Forza Italia — con Tajani e la famiglia Berlusconi sullo sfondo — vorrebbe correggere il premio di maggioranza e rivedere il listino bloccato, temendo che il meccanismo automatico dello Stabilicum possa rivelarsi svantaggioso in caso di risultato elettorale incerto. La Lega invece spinge per eliminare le preferenze, che FdI dice di voler invece introdurre.
Il muro dell'opposizione
Pd, M5S, Avs, Italia Viva e +Europa hanno rifiutato il confronto al tavolo proposto dalla maggioranza. La capogruppo dem Chiara Braga: "Il luogo dove confrontarsi è il Parlamento". Italia Viva ha definito "surreale" occuparsi di legge elettorale in questo momento. L'unica eccezione è Azione con Calenda, che potrebbe svolgere un ruolo di mediazione.
La posizione di Partecipazione Attiva
Come abbiamo scritto fin dall'inizio del percorso parlamentare, PA segue con attenzione critica questo iter. La nostra proposta Stabilicum — che ha ispirato il nome della riforma pur differendo nei contenuti — prevede preferenze obbligatorie, primarie aperte e il divieto di pluricandidatura: elementi che restituiscono il potere di scelta ai cittadini invece di concentrarlo nelle segreterie di partito.
L'assenza di preferenze nel testo attuale e le liste bloccate restano per noi una linea rossa. Continueremo a seguire l'iter e a informare i cittadini ad ogni passaggio significativo.
- Settimana 19 maggio — chiusura audizioni in Commissione Affari Costituzionali
- Giugno 2026 — fase emendativa
- Luglio 2026 — Aula Camera (obiettivo della maggioranza)
- Autunno 2026 — eventuale passaggio al Senato
Fonti: AGI, Il Fatto Quotidiano, L'Espresso, Il Tempo, Sbircialanotizia — 11–16 maggio 2026. Aggiornato in tempo reale dal team di Partecipazione Attiva.