Nel 2026 la RC Auto è diventata una tassa sulla residenza. I dati del primo trimestre 2026 sono inequivocabili: il premio medio nazionale ha raggiunto 492 euro, con un rincaro del 10% in un anno. Al Sud si paga fino al doppio rispetto al Nord, e il Molise registra rincari record vicini al 22%. (Fonte: Consumerismo No Profit, marzo 2026)
La stangata del 2026
La nuova tassa nascosta nella manovra
La Legge di Bilancio 2026 ha aumentato l’aliquota fiscale sulle garanzie accessorie della RC Auto — infortuni conducente e assistenza stradale — dal 2,5% al 12,5% per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026. Una misura che porterà nelle casse dello Stato 115 milioni di euro, scaricati interamente sugli automobilisti. (Fonte: ACI — L’Automobile, gennaio 2026)
Una discriminazione territoriale inaccettabile
Secondo i dati IVASS, risiedere a Napoli comporta un esborso medio superiore di 252 euro rispetto ad Aosta. Questa differenza non dipende dalla condotta individuale del guidatore, ma dalla densità dei sinistri nell’area e dalle frodi assicurative. Il risultato è che milioni di cittadini vengono puniti economicamente per il luogo in cui vivono, non per come guidano. (Fonte: Ora Ultima — analisi IVASS 2026)
Consumerismo No Profit ha definito la situazione “una vera emergenza sociale camuffata da dinamica di mercato” e ha lanciato un allarme formale sulla mancanza di trasparenza nei divari tariffari, chiedendo alle istituzioni di intervenire per calmierare l’impatto fiscale sulle polizze obbligatorie.
La RC Auto è una delle battaglie storiche di Partecipazione Attiva, documentata da Paolo Neri. I dati 2026 dimostrano che il problema non solo non è risolto, ma è peggiorato. Chi abita al Sud paga di più pur avendo spesso redditi più bassi: è una doppia ingiustizia. Sostenere PA significa sostenere chi continua a denunciare questa discriminazione e a chiedere una riforma strutturale del sistema tariffario.