Lo stesso ragazzo, la stessa auto, il doppio del conto
Prendiamo un caso concreto, quello più fragile: un neopatentato under 21, prima classe di merito (la 14, quella d'ingresso), che assicura una piccola utilitaria mild hybrid. Secondo le rilevazioni di mercato di primavera 2026, mantenere quell'auto per un anno costa circa 4.139€ a Napoli, 3.319€ a Roma e 2.700€ a Milano.
La parte dell'auto in sé — carburante, bollo, manutenzione, gomme — cambia pochissimo da città a città. A spostare tutto è una sola voce: la RC Auto obbligatoria. Per quel ragazzo la polizza vale 2.959€ a Napoli, 2.155€ a Roma, 1.545€ a Milano.
Il divario tra Napoli e Milano per questo giovane è di 1.439€ l'anno. Di questi, 1.414€ vengono dalla sola RC Auto: oltre il 98% della differenza tra le due città è tutta nella polizza. Tolta l'assicurazione, Napoli e Milano distano appena 25€.
A Napoli la polizza si mangia il 71% del costo dell'auto
Detto in un altro modo: per quel neopatentato la RC Auto assorbe circa il 71,5% del costo annuo totale a Napoli, contro il 57,2% a Milano. Non è il prezzo dell'utilitaria a tenere i giovani del Sud lontani dal volante: è il premio assicurativo. La RC, da sola, può pesare fino al 70% di tutto ciò che si spende per l'auto.
Ma quel sovrapprezzo è davvero giustificato dal rischio?
Qui sta il punto che Partecipazione Attiva pone da tempo. Le compagnie rispondono che al Sud si fanno più incidenti, e quindi si paga di più. È vero che il rischio è più alto — ma di quanto?
Lo dice il cosiddetto premio puro, cioè la stima di quanto la compagnia si aspetta di pagare in media per i sinistri di quell'assicurato. Secondo i dati degli agenti, il premio puro vale circa 231€ a Milano, 331€ a Roma e 346€ a Napoli (media nazionale 303€).
• Tariffa effettivamente pagata: a Napoli quasi il doppio di Milano
• La differenza tra il rischio vero e il prezzo finale non finisce nei risarcimenti: è caricamento commerciale
Tradotto: una parte dell'extra-costo è spiegabile col rischio, ma un'altra parte no. E a pagarla è un diciottenne che non ha ancora percorso un metro, valutato come rischio pieno solo perché è giovane e perché risiede in una certa provincia.
Il risultato: ai giovani del Sud l'auto è di fatto vietata
Con cifre simili, succede una cosa precisa: i diciottenni spariscono dalle statistiche degli assicurati. Nella quasi totalità dei casi la polizza viene intestata a un genitore, con la formula «guida libera» (più cara) per poter mettere il figlio al volante. Una scappatoia obbligata, non una scelta. Per molte famiglie del Sud, semplicemente, la mobilità del giovane diventa un lusso.
Cosa chiediamo
La nostra battaglia «RC Auto uguale per tutti» non nega il rischio: chiede che il prezzo torni ancorato al rischio reale, non gonfiato da caricamenti che colpiscono interi territori a prescindere dalla condotta del singolo.
• Tariffe trasparenti, costruite a partire dal premio puro e non da automatismi territoriali — • Stop alla penalizzazione di chi non ha mai causato un sinistro — • Strumenti reali (telematica, classe familiare) accessibili senza trappole contrattuali — • Un intervento pubblico contro una discriminazione geografica che, sui giovani del Sud, vale più di mille euro l'anno.
Pagare di più per la stessa auto, lo stesso profilo e quasi lo stesso rischio, solo perché si nasce a Napoli invece che a Milano, non è una fatalità del mercato: è una scelta. E le scelte si possono cambiare.
➡️ Scopri e sostieni la battaglia «RC Auto uguale per tutti»