✍️ Firma la petizione su Change.org →
Il problema, in due parole
In Calabria gli ospedali pubblici stanno dentro le Aziende Sanitarie Provinciali, che nello stesso tempo devono mandare avanti i reparti e occuparsi di tutto il resto: i medici di famiglia, i consultori, la salute mentale, la riabilitazione, la prevenzione. Due mestieri diversi con una direzione sola. La petizione dice che così non funziona nessuno dei due, e chiede di separarli.
Cosa chiede la petizione
Le richieste sono due, e sono riportate qui sotto con le parole del testo originale.
1. Le Aziende Sanitarie Ospedaliere (ASO)
«È tempo d'istituire le Aziende Sanitarie Ospedaliere (ASO) che prenderanno in carico tutti i Presidi Ospedalieri Pubblici delle Aziende Sanitarie Provinciali e potranno stipulare, secondo i bisogni di salute, i contratti con il Privato Ospedaliero accreditato.»
Il modello, si legge nel testo, era «già proposto nel novembre 2018». Servirebbe a tenere aperti e a far pesare tutti i presidi ospedalieri oggi attivi: istituendo i Dipartimenti Ospedalieri di branca, gli ospedali lavorerebbero in rete con «equipe itineranti», con i medici che si spostano e si scambiano esperienza sotto la responsabilità dei Direttori di Dipartimento, tenuti a garantire la qualità delle prestazioni usando al meglio le risorse umane, tecnologiche ed economiche. L'obiettivo dichiarato è una formazione continua per obiettivi che riduca la mobilità passiva, cioè i calabresi che devono curarsi fuori regione.
C'è poi un passaggio che in Calabria pesa più di ogni altro: la nuova organizzazione per Dipartimenti «consentirà una rivisitazione dei "Punti nascita" chiusi perché al di sotto dei 500 parti annui».
2. Le Aziende Sanitarie Territoriali (AST)
«L'istituzione delle AST consentirà ai management aziendali di dedicarsi, finalmente, alla programmazione e allo sviluppo delle attività inerenti la "Medicina Distrettuale" con particolare attenzione alle Case e agli Ospedali della Comunità e alle Centrali Operative Territoriali (COT), alla "Salute Mentale", al "Materno Infantile", alla "Riabilitazione", alla Prevenzione, alla Sanità Pubblica Veterinaria, alla Medicina Legale.»
È la parte che riguarda la vita di tutti i giorni: la sanità vicino a casa, quella che dovrebbe evitare di finire al pronto soccorso per una cosa che si poteva curare prima. La petizione si chiude chiedendo di firmare «per costruire una sanità inclusiva, di prossimità, di iniziativa e efficiente in Calabria».
Chi l'ha sottoscritta
Oltre alla prima firma di Rubens Curia, portavoce regionale di Comunità Competente, il testo porta in calce 51 sottoscrittori: presidenti di associazioni di malati e di disabili, di cooperative sociali, di comitati per le Case della Comunità, rappresentanti dei sindacati dei medici di famiglia e dei pediatri, e primari ed ex direttori di reparti ospedalieri calabresi. L'elenco completo, nome per nome, si legge nella pagina della petizione.
A che punto è
✍️ Firma la petizione su Change.org →
La petizione «Per una compiuta riforma della Sanità in Calabria» è promossa da Comunità Competente; i contenuti e le richieste sono suoi e sono riportati qui seguendo il testo pubblicato su Change.org, senza aggiunte. Amilcare Mollica l'ha portata all'attenzione di Partecipazione Attiva, che la sostiene: il nostro ruolo è diffonderla e invitare a firmare. Nessuna delle due cose fa di noi, o di lui, i promotori della petizione.