🗓️ Il calendario
La commissione Affari costituzionali del Senato ha impegnato un’intera giornata nell’illustrazione dei quasi 700 emendamenti. Il voto sugli emendamenti è cominciato il 3 settembre; lunedì 7 e martedì 8 la commissione riprende, e mercoledì 9 settembre il testo va in Aula — senza mandato al relatore, il che vuol dire che la commissione non ha chiuso il lavoro e la partita si sposta interamente in Aula. Il voto finale è atteso per il 15 settembre.
Fonte: Adriana Logroscino, «Legge elettorale, il Senato ora sceglie», Corriere della Sera, 3 settembre 2026, p. 8.
⚖️ Il nodo: il ballottaggio
L’emendamento del senatore Marcello Pera (Fratelli d’Italia, ex presidente del Senato) introdurrebbe un secondo turno fra le due coalizioni che superano il 38% ma non raggiungono il 48%. È la modifica più discussa, e divide la maggioranza.
La Lega è contraria. Matteo Salvini: «Siamo contrari al ballottaggio. Abbiamo firmato un accordo che prevede le liste e le preferenze. Basta», e annuncia che chiederà agli alleati di non votare l’emendamento. Fratelli d’Italia prende tempo: il partito della premier fa sapere che si va avanti «solo con l’ok degli alleati». Lo stesso Pera: «Deciderò avendo sentito la maggioranza. Ma non metterò in testa lo scolapasta per fare l’eroe».
Fonti: «Ballottaggio, il no di Salvini. Fratelli d’Italia prende tempo», Il Sole 24 Ore, 3 settembre 2026, pp. 1 e 10; Carmelo Caruso, «Pera: non faccio l’eroe sul ballottaggio», Il Foglio, 3 settembre 2026, pp. 1 e 5; Serena Riformato, «Melonellum, maggioranza in tilt», la Repubblica, 3 settembre 2026, p. 10.
Chi è a favore sostiene che il ballottaggio eviti la palude parlamentare quando nessuno vince, tolga alle forze estreme il potere di ricatto e obblighi le coalizioni a essere coerenti prima del voto. Il costituzionalista Stefano Ceccanti ricorda che la Corte costituzionale, con la sentenza sull’Italicum, non ha bocciato il ballottaggio in sé, ma quel particolare modo di costruirlo, e che un secondo turno fra coalizioni già rappresentative al primo turno è legittimo.
Chi è contrario osserva che con il ballottaggio la minoranza che ottiene il premio diventa ancora più piccola — sotto il 20% degli italiani — rispetto al potere che le viene assegnato, e che la discussione non sta avvenendo nel merito ma in funzione di un singolo avversario.
Fonti: Stefano Ceccanti, «No al doppio turno? Rischio ingovernabilità», Quotidiano Nazionale, 3 settembre 2026, p. 8; Agostino Giovagnoli, «La democrazia non è di parte», Avvenire, 3 settembre 2026, pp. 1 e 14.
🔍 Le altre modifiche in discussione
La soglia del premio potrebbe scendere. Un emendamento della senatrice di Fratelli d’Italia Paola Ambrogio chiede di assegnare il premio a chi raggiunge il 41% dei voti anziché il 42% previsto oggi.
La norma «anti-cespugli» è in bilico. È lo sbarramento al 3% che annulla i voti dei partiti sotto quella soglia dentro una coalizione. Fratelli d’Italia ha depositato un testo per eliminarla del tutto e un altro per riportarla all’1%; Forza Italia la vorrebbe al 2%.
Le preferenze tornano, ma con i capilista bloccati. È la formula già bocciata alla Camera per un solo voto, con in più l’alternanza di genere a partire dal secondo eletto. L’opposizione la definisce «una clava contro le donne»: i capilista sono 196 per il centrodestra e, sui 70 seggi legati al premio, solo 28 sono candidate. La senatrice del Pd Sandra Zampa la chiama «una falsa proposta di preferenze», perché i capilista restano scelti dalle segreterie.
Voto fuori sede. Alla Camera la norma è stata votata all’unanimità. Al Senato un emendamento della senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli estende il diritto al voto a distanza anche ai caregiver.
Fonti: Il Sole 24 Ore, 3 settembre 2026, pp. 1 e 10; la Repubblica, 3 settembre 2026, p. 10; Alessandra Arachi, intervista a Sandra Zampa, Corriere della Sera, 3 settembre 2026, p. 8.
📊 Il sondaggio, e come va letto
YouTrend ha simulato l’effetto del ballottaggio per l’Istituto Cattaneo su un campione di 1.200 maggiorenni, intervistati fra il 1° e il 2 settembre 2026, con un margine di errore dichiarato del ±2,8%.
| Primo turno | Ballottaggio | |
|---|---|---|
| Campo largo | 44,4% | 49,8% |
| Centrodestra | 38,1% | 51,1% |
| Futuro Nazionale | 8,2% | — |
| Polo centrista | 5,4% | — |
| Indecisi e astenuti | 36,6% | 36,6% |
⚠️ È una simulazione, non un risultato. Il vantaggio di oltre sei punti al primo turno si rovescia al secondo perché oltre l’82% degli elettori di Futuro Nazionale tornerebbe a votare al ballottaggio, quasi tutti per il centrodestra. Il presidente di YouTrend Giovanni Diamanti avverte che «non significa che il campo largo sia fuori dai giochi», visto che lo scarto sarebbe di due punti, dentro il margine d’errore. E gli indecisi sono oltre un terzo.
Fonte: Gabriella Cerami, «Ribaltone al secondo turno», la Repubblica, 3 settembre 2026, pp. 1 e 11; elaborazione YouTrend.
🗣️ Che cosa ne pensa Partecipazione Attiva
La nostra posizione non cambia con il ballottaggio, perché riguarda un punto che nessuno degli emendamenti in discussione tocca: chi sceglie gli eletti.
Le preferenze reintrodotte con i capilista bloccati lasciano in piedi esattamente il problema che avevamo indicato a luglio: i primi nomi — quelli che entrano quasi sempre — continuano a essere scelti dalle segreterie, non dagli elettori. Cambiare la soglia del premio dal 42 al 41%, o spostare lo sbarramento dal 3 all’1%, sono aggiustamenti fra partiti: non restituiscono al cittadino la scelta del proprio rappresentante.
Resta valido quanto scritto dal portavoce nazionale Luigi Spanu il 17 luglio: non siamo contrari alla stabilità di governo, che è un obiettivo legittimo; siamo contrari al fatto che le regole del voto le scriva una parte sola, e che si tolga ai cittadini la possibilità di scegliere chi li rappresenta.
→ La nota completa del portavoce · Lo Stabilicum spiegato ai cittadini