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📚 Scuola

Educazione affettiva a scuola: il referendum da firmare

Il Comitato «Sì Educazione Affettiva nelle scuole» chiede di abrogare la legge 104/2026 sul consenso informato. Non è un’iniziativa di Partecipazione Attiva: la sosteniamo e invitiamo a firmare. Si firma solo online, con SPID o CIE, entro fine settembre.

Partecipazione Attiva
Partecipazione Attiva
Sosteniamo e diffondiamo — il referendum è del Comitato «Sì Educazione Affettiva nelle scuole»
Lavagna di un'aula scolastica con scritto a gesso: Educazione affettiva. Davanti, sedie vuote disposte in cerchio.
La materia del contendere, scritta sulla lavagna come una materia qualsiasi. Immagine generata con intelligenza artificiale.
📌 Di chi è questo referendum, e perché sta sul nostro sito Il referendum non è di Partecipazione Attiva. Lo promuove il Comitato «Sì Educazione Affettiva nelle scuole», e l’iniziativa è stata annunciata nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 29 luglio 2026. La raccolta delle firme è aperta dal 6 agosto 2026. Il nostro ruolo è diffonderlo e invitare a firmare: né il movimento né alcun suo dirigente ne sono promotori, e le posizioni del comitato restano quelle di chi le ha scritte.

✍️ Firma sulla piattaforma del Ministero della Giustizia →

Che cos’è la legge che si vuole cancellare

Si chiama legge 9 giugno 2026, n. 104, «Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico». È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 22 giugno 2026 ed è in vigore dal 7 luglio 2026. Nel dibattito pubblico viene spesso chiamata «legge Valditara», dal nome del ministro dell’Istruzione e del merito.

Questo è ciò che prevede, punto per punto:

Che cosa chiede il referendum

Il quesito chiede l’abrogazione totale della legge: non la modifica di un articolo, ma la cancellazione dell’intero testo. I promotori sostengono che il meccanismo del consenso preventivo, sommato al divieto assoluto nelle scuole per i più piccoli, renda di fatto impraticabile l’educazione affettiva, e chiedono che siano i singoli istituti a programmare queste attività.

⚖️ Una cosa da sapere prima di firmare Poiché il quesito è abrogativo e riguarda l’intera legge, verrebbero meno anche le parti che qualcuno considera un guadagno: la trasparenza obbligatoria dei contenuti, il diritto dei genitori di vedere i materiali in anticipo e le attività alternative garantite a chi non partecipa. Chi firma chiede che quella materia torni a essere regolata come prima della legge 104. È giusto saperlo, e ognuno decide di conseguenza.

Come si firma

La raccolta è soltanto online: non ci sono banchetti né moduli di carta. Si firma sulla piattaforma pubblica del Ministero della Giustizia, entrando con SPID, CIE (la carta d’identità elettronica) o CNS. Serve un’identità digitale funzionante e bastano pochi minuti; la firma vale solo per chi è iscritto nelle liste elettorali.

Un consiglio pratico: se apri il collegamento dentro Facebook, Instagram o WhatsApp l’accesso con SPID può non funzionare. Conviene aprire il link nel browser del telefono (Safari o Chrome), oppure da computer.

A che punto siamo

Per arrivare al voto servono 500.000 firme. Il comitato promotore, sul proprio sito, dichiara di averle già superate: il contatore che pubblica segna oltre mezzo milione di sottoscrizioni. Il numero aggiornato lo trovi qui sotto, nella scheda in home, e sulla pagina ufficiale dove si firma.

Allora perché firmare ancora? Per due motivi. Il primo: la raccolta resta aperta fino a fine settembre, e finché è aperta ogni firma conta. Il secondo: le firme raccolte vengono poi verificate, e una parte viene sempre scartata — chi non risulta iscritto nelle liste elettorali, i dati che non combaciano, i doppioni. Superare la soglia con un margine largo è l’unico modo per non arrivare in Cassazione con il fiato corto.

🗳️ Cinquecentomila non è il traguardo: è la soglia di partenzaLe 500.000 firme sono il minimo che la Costituzione chiede (articolo 75) perché un referendum abrogativo possa essere solo proposto. Superarle non vuol dire aver vinto: dopo, la Corte di cassazione verifica le firme, la Corte costituzionale decide se il quesito è ammissibile, e soltanto allora si vota. E al voto il referendum è valido solo se va alle urne la metà più uno degli aventi diritto: decine di milioni di persone, non mezzo milione.

Per noi il senso di questo mezzo milione è un altro, e lo diciamo come opinione nostra e non come fatto: dimostra che i cittadini su questo tema ci sono, e che sono molti di più di quelli che hanno firmato — perché firmare richiede SPID, qualche minuto e la voglia di cercare la pagina, e chi la pensa allo stesso modo senza fare quei passaggi non compare in nessun contatore. Le firme non chiudono la partita: la aprono.

⚠️ Una precisazione onesta: il numero è quello dichiarato dal comitato, non un dato del Ministero. La piattaforma pubblica non espone un contatore leggibile dall’esterno: l’unico riscontro ufficiale arriverà con il deposito delle firme.

✍️ Vai alla pagina ufficiale per firmare →

L'immagine in apertura è generata con intelligenza artificiale: raffigura un'aula ricostruita, non una scuola reale.

Fonti: Gazzetta Ufficiale n. 142 del 22 giugno 2026 (testo della legge) e n. 174 del 29 luglio 2026 (annuncio dell’iniziativa referendaria); piattaforma firmereferendum.giustizia.it del Ministero della Giustizia; sito del Comitato promotore «Sì Educazione Affettiva nelle scuole».

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