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SIRE: l’intervento di Spanu alla Camera nel 2023

Al convegno «Una Italia Positiva» del 20 novembre 2023, Partecipazione Attiva propose un progetto pilota gestito dal MEF, da provare in Emilia-Romagna. Il testo integrale dell’intervento, e cosa è successo nei tre anni successivi.

Luigi Spanu Portavoce Partecipazione Attiva
Luigi Spanu
Portavoce — Partecipazione Attiva
📌 Che cos’è questa pagina Il 20 novembre 2023, nella Sala dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, si è tenuto il convegno «Una Italia Positiva», organizzato dall’associazione Moneta Positiva. Per Partecipazione Attiva intervenne Luigi Spanu. Qui sotto c’è quello che disse, parola per parola: la trascrizione dell’audio, verificata sulla registrazione. Il commento su cosa è successo dopo è della redazione ed è tenuto separato.

📹 L’intervento

La registrazione integrale del convegno è pubblicata dall’associazione Moneta Positiva sul proprio canale. Il riquadro qui sotto parte e si ferma sull’intervento di Luigi Spanu: dal minuto 4:01:09 al 4:05:58, quattro minuti e quarantanove.

Se il riquadro non partisse dal punto giusto, si apre su YouTube già al minuto dell’intervento. Il convegno intero dura quattro ore e sette minuti: la scaletta di tutti i relatori sta nella descrizione del video.

Il convegno

«Una Italia Positiva — il convegno per far risorgere il Belpaese» si tenne lunedì 20 novembre 2023, dalle 12:30 alle 16:30, nella Sala dei Gruppi Parlamentari della Camera. Lo organizzò l’associazione Moneta Positiva, presieduta dall’ingegnere Fabio Conditi: nella prima parte si presentavano proposte concrete per l’economia italiana, nella seconda politici, giornalisti e portatori di interesse erano invitati a dire cosa ne pensassero.

Partecipazione Attiva era in quella seconda parte. L’intervento di Luigi Spanu dura quattro minuti e quarantatré, e affronta due cose: che tipo di soggetto politico è Partecipazione Attiva, e una proposta operativa per far partire subito lo strumento di cui si stava discutendo.

1. «Non abbiamo capi, non abbiamo segretari»

Spanu apre presentandosi, e la prima cosa che spiega è perché il movimento non somiglia agli altri:

«Non siamo un partito tradizionale perché noi abbiamo uno statuto in cui non abbiamo capi, non abbiamo segretari, non abbiamo leader: noi abbiamo leader solo le nostre idee.»

È la stessa impostazione che regge oggi lo Statuto del movimento. Nel 2023 Spanu parlava in qualità di membro del comitato di garanzia — è diventato portavoce in seguito: chi legge tenga presente che le cariche citate sono quelle di allora.

2. Da dove nasce il rapporto con Moneta Positiva

«Questa idea di Moneta Positiva, coltivata due anni fa quando ci siamo conosciuti, è stata presa ed elaborata, e attualmente ne abbiamo fatto oggetto del nostro manifesto, perché riteniamo che le idee devono essere quelle che devono essere portate all’attenzione dei cittadini.»

Due anni prima del novembre 2023 significa 2021: è il conto che torna con quanto il movimento dichiara oggi, cioè di sostenere le iniziative di Moneta Positiva da oltre quattro anni. Non è un’adesione recente né un’alleanza elettorale: è una convergenza su un contenuto, entrata nel manifesto.

3. Dare peso a chi fa attività civica

La parte più ampia dell’intervento riguarda un problema di rappresentanza. Spanu ragiona su un territorio comunale in cui esistono cento associazioni — sanità, trasporti, qualsiasi materia — ognuna esperta del proprio campo, e nessuna riconosciuta:

«La soluzione, un progetto che abbiamo chiamato dall’astensione alla partecipazione, consente di dare dignità di rappresentanza a tutti coloro che fanno attività civica nelle associazioni, e non certo nei partiti tradizionali, dove per entrare devi bussare: chi sei, chi ti manda e quanti voti hai.»

🐝 Il seguito di quell’idea, per quanto risulta Un progetto con quel nome non compare oggi nei materiali del movimento. L’obiettivo però è quello su cui lavora la Rete APE, l’Assemblea Popolare Ecumenica elaborata da Angelo Nicotra: dare peso paritario ai soggetti civici invece di lasciarli frammentati. Se sia lo stesso progetto con un altro nome, o una strada diversa arrivata allo stesso punto, dai documenti pubblici non si ricava.

4. La proposta operativa: un progetto pilota

Nel finale Spanu smette di descrivere e avanza una proposta. Il ragionamento è questo: la piattaforma tecnica esiste ed è pronta per essere provata; una legge richiede tempo; allora si trovi un percorso ponte.

«Perché non fare, in attesa che ci sia una legge, un percorso ponte che dia la possibilità allo Stato di mettere in atto un progetto pilota, gestito dal MEF, con la piattaforma funzionante, in maniera tale che tutti possano vedere le reali funzionalità dello strumento? E farlo su una realtà che io proporrei possa essere quella regionale dell’Emilia-Romagna. […] Vedere e toccare: la piattaforma funziona? Sì. Mettiamola in prova. E vediamo i politici dei partiti tradizionali che cosa dicono.»

Cosa è successo dopo

⚖️ I due lati, senza sconti Quello che non è accaduto: a quasi tre anni di distanza, un progetto pilota gestito dal MEF non risulta avviato, né in Emilia-Romagna né altrove. La proposta fatta quel giorno, come proposta, non ha avuto seguito.

Quello che è accaduto: lo strumento ha continuato la sua strada. Nel marzo 2024 il SIRE è stato presentato alla Regione Emilia-Romagna per l’emergenza alluvione; il 3 giugno 2025 è stato illustrato alla Camera; il 9 aprile 2026, sempre alla Camera, è diventato una proposta di legge vera e propria, con Partecipazione Attiva presente in sala.

Che la regione indicata da Spanu nel novembre 2023 sia poi la stessa a cui il SIRE è stato presentato nel marzo 2024 è un fatto. Non è un rapporto di causa: l’alluvione del maggio 2023 aveva reso l’Emilia-Romagna il caso più evidente per chiunque ragionasse di emergenze da finanziare in fretta, e non serve il nostro intervento per spiegare quella scelta. Registriamo la coincidenza, non ci costruiamo sopra un merito.

Il testo integrale

Trascrizione dell’audio dell’intervento, dall’inizio alla fine. La punteggiatura è stata sistemata per la lettura; le parole no. È parlato, e come tutto il parlato ha riprese e correzioni a voce.

«Fabio, grazie di nuovo. Due parole per presentarmi, innanzitutto, perché sono qui grazie al tuo invito, ma noi ci conosciamo da due anni perché abbiamo fatto già due eventi, e quindi conosciamo molto bene Moneta Positiva.

Sono qui in rappresentanza perché sono membro del comitato di garanzia di un nuovo soggetto politico, su cui — virgolette — non sono d’accordo sui contenitori, perché noi non siamo un partito politico tradizionale, ma siamo un partito politico diverso. La Costituzione vuole i partiti; parlerei invece del come ritrovare quella dignità di rappresentanza delle associazioni, a cui si riferiva l’intervento precedente.

Non siamo un partito tradizionale perché noi abbiamo uno statuto in cui non abbiamo capi, non abbiamo segretari, non abbiamo leader: noi abbiamo leader solo le nostre idee. Quindi questa idea di Moneta Positiva, coltivata due anni fa quando ci siamo conosciuti, è stata presa ed elaborata, e attualmente ne abbiamo fatto oggetto del nostro manifesto, perché riteniamo che le idee devono essere quelle che devono essere portate all’attenzione dei cittadini.

Quindi chi si avvicina a Partecipazione Attiva avrà modo di conoscere un partito — chiamiamolo partito — partito di impegno civico e non di politica, che porta avanti giustamente un percorso politico innovativo, soprattutto per aiutare questi analfabeti, l’analfabetismo politico che porta all’astensionismo ormai evidente.

E su questo voglio dire, perché avete toccato l’argomento: nelle idee che stiamo valutando esiste anche un progetto che dà dignità di rappresentanza a tutti i cittadini attivi nel territorio, che non devono essere chiaramente soltanto coloro che partecipano in maniera attiva ai partiti.

Allora, diciamo: se è vero che nel territorio — ragiono su un territorio comunale, ma vale per il regionale e vale anche per il nazionale — se è vero che nel territorio comunale dove ognuno di noi vive esistono cento associazioni (faccio un numero, ma fatelo vostro il concetto), queste associazioni, esperte ognuna — mondo sanitario, trasporti, qualsiasi argomento — sono associazioni che hanno dignità di essere riconosciute in quanto tali dal punto di vista della rappresentanza istituzionale.

Come fare? La domanda è: noi stiamo cercando una soluzione. La soluzione, un progetto che abbiamo chiamato «dall’astensione alla partecipazione», consente di dare dignità di rappresentanza a tutti coloro che fanno attività civica nelle associazioni, e non certo nei partiti tradizionali, dove per entrare devi bussare: chi sei, chi ti manda e quanti voti hai.

Allora, noi non abbiamo fatto l’esperienza di partecipazione passiva nei partiti tradizionali; oggi l’abbiamo chiamata Partecipazione Attiva perché è innovativa proprio nell’approccio.

Quindi mi fermo qui, per dirvi che noi abbiamo fatto la nostra idea e vogliamo fare una proposta, perché siamo anche quelli che fanno le proposte. Visto che la piattaforma è arrivata a una situazione tale da essere testata — perché nei progetti informatici si parla di progetto pilota — perché non fare, in attesa che ci sia una legge, un percorso ponte che dia la possibilità allo Stato di mettere in atto un progetto pilota, gestito dal MEF, con la piattaforma funzionante, in maniera tale che tutti possano vedere le reali funzionalità del pacchetto, quindi dello strumento? E farlo su una realtà che io proporrei possa essere quella regionale dell’Emilia-Romagna.

Perché, visto che avete scritto questa benedetta lettera, che si può fare un intervento con la piattaforma, facciamo questa richiesta diretta: vedere e toccare. La piattaforma funziona? Sì. Mettiamola in prova: progetto pilota, regione di riferimento, Emilia-Romagna. E vediamo i politici dei partiti tradizionali — perché io mi voglio differenziare — che cosa dicono.

Questo è il messaggio che porta Partecipazione Attiva. Grazie per l’ascolto.»

Nota sul parlato. Nel quarto capoverso Spanu dice «per aiutare questi analfabeti, l’analfabetismo politico»: è una ripresa a voce, di quelle normali quando si parla a braccio, e la parola buona è quella con cui si corregge subito dopo. Analfabetismo politico è un’espressione consolidata e indica la mancanza di strumenti per orientarsi nella vita pubblica — una responsabilità di chi quegli strumenti non li ha dati, non un giudizio su chi non li ha ricevuti. La riportiamo com’è perché le parole di chi parla non si ritoccano.

A settembre ne parliamo

Il SIRE è uno di quei temi che in novanta secondi non entrano. Per questo a settembre torna sulla WebTV del movimento, insieme agli altri appuntamenti già annunciati: cosa sono i crediti d’imposta cedibili, perché non sono una moneta alternativa, e a che punto è arrivata la proposta di legge dopo il 9 aprile. Data e relatore verranno annunciati su queste pagine.

Il convegno «Una Italia Positiva» del 20 novembre 2023 è stato organizzato dall’associazione Moneta Positiva, che ne pubblica la registrazione integrale sul proprio canale YouTube; le riprese in sala sono di Byoblu, nell’ambito della trasmissione «Democrazia in corso». Il video qui sopra è richiamato dalla fonte, non ricaricato da noi. Il testo dell’intervento è trascritto dall’audio e verificato. Le considerazioni della sezione «Cosa è successo dopo» sono della redazione di Partecipazione Attiva e non sono attribuibili a Luigi Spanu, che nel novembre 2023 non poteva farle.

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