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⚖️ Riforma elettorale

Tre leggi di iniziativa popolare da firmare

L’Associazione Voto LibEguale ha depositato tre leggi di iniziativa popolare per il voto di preferenza, contro le pluricandidature e le soglie di sbarramento, e per il voto disgiunto. Partecipazione Attiva sostiene la richiesta di fondo e invita a firmare.

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Partecipazione Attiva
Documento di posizione — Partecipazione Attiva
📌 Di chi sono queste leggi, e perché stanno sul nostro sito Le tre proposte non sono di Partecipazione Attiva: le promuove l’Associazione per la Rappresentanza «Voto LibEguale» (votolibeguale.it), che le ha depositate come leggi di iniziativa popolare sulla piattaforma del Ministero della Giustizia; la raccolta firme online è aperta dal 15 novembre 2025. Il legame fra i due movimenti però è stretto: Stefano Francesco Piva, membro del Direttivo di Partecipazione Attiva, è uno dei sei soci fondatori di Voto LibEguale ed è stato eletto vicepresidente dell’associazione; il portavoce Luigi Spanu ha moderato un loro incontro pubblico nel dicembre 2025. In entrambe le occasioni si sono presentati come membri di Partecipazione Attiva, non a titolo privato: il movimento conosce e sostiene il loro impegno in Voto LibEguale, ed è anche per questo che sosteniamo le tre leggi che l’associazione promuove.
Una mano segna la preferenza su una scheda elettorale rosa per la Camera dei Deputati

Di cosa si tratta

Sono tre distinte leggi di iniziativa popolare per modificare la legge elettorale di Camera e Senato (il Rosatellum). Ciascuna chiede 50.000 firme per essere depositata in Parlamento, e si firma online sulla piattaforma firmereferendum.giustizia.it con SPID, CIE o CNS.

1. Voto di preferenza, primarie e meno firme per le liste

Chiede di reintrodurre la preferenza per i candidati nei listini plurinominali (fino a due nomi, di genere diverso), di ridurre da 1.500-2.000 a 250-500 le firme necessarie per presentare una lista alle elezioni politiche, di abolire l’esenzione da questo obbligo per i partiti già in Parlamento, e di richiedere primarie per selezionare i candidati come condizione per accedere ai fondi del due per mille.

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2. Abolizione delle pluricandidature e delle soglie di sbarramento

Chiede che ogni candidato si presenti in un solo collegio, uninominale o plurinominale (oggi un candidato può presentarsi in fino a 5 collegi plurinominali più uno uninominale), e l’abolizione delle soglie di sbarramento (oggi 3% per le liste singole, 10% per le coalizioni).

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3. Abrogazione del voto congiunto obbligatorio

Oggi il voto dato al candidato uninominale vale automaticamente anche per la lista collegata, e viceversa. La proposta chiede di separare i due voti (voto disgiunto), abolendo anche il meccanismo per cui il voto al solo candidato uninominale viene ripartito tra le liste della coalizione.

✍️ Firma questa proposta →

📊 I numeri al 11 settembre 2026

Voto di preferenza e primarie — 2.928 / 50.000 (5.9%)

Pluricandidature e soglie di sbarramento — 4.923 / 50.000 (9.8%)

Voto congiunto obbligatorio — 4.538 / 50.000 (9.1%)

Numeri letti direttamente sulla piattaforma del Ministero: non li aggiorniamo in automatico, il numero vero è sempre quello sulla pagina di firma.

🔴 Il 10 settembre il Senato ha respinto la preferenza pura

Nella stessa seduta in cui discuteva lo Stabilicum, il Senato ha bocciato (68 sì contro 99 no) il subemendamento che avrebbe abolito i capilista bloccati introducendo il voto di preferenza per tutti i candidati: il governo si era rimesso all’Aula, e il centrodestra ha votato compatto contro. È lo stesso punto al centro della prima delle tre leggi qui sopra (voto di preferenza e primarie): per via parlamentare la proposta non è passata, e la via delle leggi di iniziativa popolare resta l’unica in cui a deciderlo sono direttamente 50.000 firme di cittadini, non i gruppi in Aula.

Dettagli del voto: Stabilicum al Senato: il nodo ballottaggio.

Perché lo sosteniamo

Partecipazione Attiva segue da tempo il tema della legge elettorale, anche nel dibattito sullo Stabilicum. Due leggi elettorali precedenti, il Porcellum e l’Italicum, sono state dichiarate incostituzionali dalla Corte Costituzionale (sentenze 1/2014 e 35/2017), e sull’attuale Rosatellum pendono ricorsi in Cassazione. Condividiamo la richiesta di fondo — restituire agli elettori la possibilità di scegliere chi li rappresenta, invece di liste bloccate decise dalle segreterie — e per questo sosteniamo la raccolta firme. Non ci esprimiamo punto per punto su ogni singola soluzione tecnica proposta (per esempio l’ampiezza esatta della riduzione delle firme, o il dettaglio del meccanismo di voto disgiunto): quelle restano scelte di chi ha scritto il testo.

Fonti: piattaforma firmereferendum.giustizia.it del Ministero della Giustizia (ID iniziativa 5200000, 5200001, 5200003); sito del promotore votolibeguale.it.

Le tre leggi sono promosse dall’Associazione per la Rappresentanza «Voto LibEguale»; i contenuti e le richieste sono suoi. Partecipazione Attiva le sostiene nella loro richiesta di fondo e invita a firmare: non ne e’ promotrice come movimento. Il legame però c’è ed è noto: Stefano Francesco Piva, del Direttivo, è cofondatore e vicepresidente di Voto LibEguale, e lui come il portavoce Luigi Spanu si sono presentati alle attività dell’associazione come membri di Partecipazione Attiva, non a titolo privato. Sostenerle non implica l’adesione del movimento a ogni singola soluzione tecnica scelta dai proponenti.

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