Di cosa si tratta
Sono tre distinte leggi di iniziativa popolare per modificare la legge elettorale di Camera e Senato (il Rosatellum). Ciascuna chiede 50.000 firme per essere depositata in Parlamento, e si firma online sulla piattaforma firmereferendum.giustizia.it con SPID, CIE o CNS.
1. Voto di preferenza, primarie e meno firme per le liste
Chiede di reintrodurre la preferenza per i candidati nei listini plurinominali (fino a due nomi, di genere diverso), di ridurre da 1.500-2.000 a 250-500 le firme necessarie per presentare una lista alle elezioni politiche, di abolire l’esenzione da questo obbligo per i partiti già in Parlamento, e di richiedere primarie per selezionare i candidati come condizione per accedere ai fondi del due per mille.
2. Abolizione delle pluricandidature e delle soglie di sbarramento
Chiede che ogni candidato si presenti in un solo collegio, uninominale o plurinominale (oggi un candidato può presentarsi in fino a 5 collegi plurinominali più uno uninominale), e l’abolizione delle soglie di sbarramento (oggi 3% per le liste singole, 10% per le coalizioni).
3. Abrogazione del voto congiunto obbligatorio
Oggi il voto dato al candidato uninominale vale automaticamente anche per la lista collegata, e viceversa. La proposta chiede di separare i due voti (voto disgiunto), abolendo anche il meccanismo per cui il voto al solo candidato uninominale viene ripartito tra le liste della coalizione.
Voto di preferenza e primarie — 2.928 / 50.000 (5.9%)
Pluricandidature e soglie di sbarramento — 4.923 / 50.000 (9.8%)
Voto congiunto obbligatorio — 4.538 / 50.000 (9.1%)
Numeri letti direttamente sulla piattaforma del Ministero: non li aggiorniamo in automatico, il numero vero è sempre quello sulla pagina di firma.
Nella stessa seduta in cui discuteva lo Stabilicum, il Senato ha bocciato (68 sì contro 99 no) il subemendamento che avrebbe abolito i capilista bloccati introducendo il voto di preferenza per tutti i candidati: il governo si era rimesso all’Aula, e il centrodestra ha votato compatto contro. È lo stesso punto al centro della prima delle tre leggi qui sopra (voto di preferenza e primarie): per via parlamentare la proposta non è passata, e la via delle leggi di iniziativa popolare resta l’unica in cui a deciderlo sono direttamente 50.000 firme di cittadini, non i gruppi in Aula.
Dettagli del voto: Stabilicum al Senato: il nodo ballottaggio.
Perché lo sosteniamo
Partecipazione Attiva segue da tempo il tema della legge elettorale, anche nel dibattito sullo Stabilicum. Due leggi elettorali precedenti, il Porcellum e l’Italicum, sono state dichiarate incostituzionali dalla Corte Costituzionale (sentenze 1/2014 e 35/2017), e sull’attuale Rosatellum pendono ricorsi in Cassazione. Condividiamo la richiesta di fondo — restituire agli elettori la possibilità di scegliere chi li rappresenta, invece di liste bloccate decise dalle segreterie — e per questo sosteniamo la raccolta firme. Non ci esprimiamo punto per punto su ogni singola soluzione tecnica proposta (per esempio l’ampiezza esatta della riduzione delle firme, o il dettaglio del meccanismo di voto disgiunto): quelle restano scelte di chi ha scritto il testo.
Fonti: piattaforma firmereferendum.giustizia.it del Ministero della Giustizia (ID iniziativa 5200000, 5200001, 5200003); sito del promotore votolibeguale.it.
Le tre leggi sono promosse dall’Associazione per la Rappresentanza «Voto LibEguale»; i contenuti e le richieste sono suoi. Partecipazione Attiva le sostiene nella loro richiesta di fondo e invita a firmare: non ne e’ promotrice come movimento. Il legame però c’è ed è noto: Stefano Francesco Piva, del Direttivo, è cofondatore e vicepresidente di Voto LibEguale, e lui come il portavoce Luigi Spanu si sono presentati alle attività dell’associazione come membri di Partecipazione Attiva, non a titolo privato. Sostenerle non implica l’adesione del movimento a ogni singola soluzione tecnica scelta dai proponenti.