Il 18 settembre 2026 il nostro portavoce nazionale Luigi Spanu è intervenuto a un incontro live del Comitato Iniziative Popolari (presieduto da Mattia Orioli, al quale Partecipazione Attiva ha aderito), nel ciclo di incontri sulla legge elettorale iniziato a Genova e proseguito a luglio a Roma. Il tema della serata: analfabetismo elettorale e crisi dei partiti.
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Spanu ha portato l’analisi di Partecipazione Attiva sulle leggi elettorali che si sono succedute dal 1993 a oggi — che secondo la sua analisi hanno progressivamente tolto ai cittadini il diritto di scegliere direttamente i propri parlamentari — e ha presentato due proposte del movimento.
Riformare i partiti dall’interno
La prima proposta è una legge di iniziativa popolare (LIP) per la riforma dei partiti, già segnalata — ha detto Spanu — dal presidente delle ACLI in un incontro precedente del ciclo. L’obiettivo è impedire che nei partiti prevalga la leadership delle segreterie (quello che Spanu chiama «leaderismo» e «capocrazia») a scapito della democrazia interna fra iscritti e attivisti.
Il collegamento con l’attualità: la nuova legge elettorale approvata al Senato, ora in discussione alla Camera, mantiene le liste bloccate e la figura del capolista — che secondo Spanu rafforzano proprio quella capocrazia. Una riforma dei partiti che garantisca liste costruite in modo democratico, ha detto, è la condizione perché la legge elettorale conti davvero qualcosa per gli iscritti.
L’analfabetismo elettorale: una piattaforma nelle scuole
La seconda proposta riguarda quello che Spanu chiama analfabetismo elettorale: i cittadini conoscono le leggi elettorali solo a ridosso del voto, quando ormai è tardi per incidere. La proposta è una piattaforma educativa e formativa, da introdurre nelle scuole superiori come «palestra di impegno civico partecipativo».
Come modello, Spanu ha citato una buona pratica del movimento Più Democrazia in Trentino sull’alfabetizzazione elettorale, che si richiama ai principi del Consiglio d’Europa sulla promozione della democrazia. Ha citato anche Decidim, la piattaforma open source per la partecipazione dei cittadini alle decisioni di Comuni e Regioni, nata al Comune di Barcellona e adottata in Italia — con il nome ParteciPa a livello nazionale (partecipa.gov.it) — dal Comune di Milano e dalle Regioni Emilia-Romagna, Puglia e Sicilia: uno strumento che esiste, ha detto Spanu, ma che le amministrazioni attivano solo se i cittadini lo chiedono — e per chiederlo bisogna prima sapere che esiste.
L’anteprima: il Progetto APE
Nella parte finale dell’intervento, Spanu ha anticipato il Progetto APE (Assemblea Popolare Ecumenica), la proposta di riforma costituzionale di Partecipazione Attiva: tre leggi — istituzione dell’APE, abolizione del Senato, referendum propositivo — pensate per affiancare la democrazia rappresentativa con uno strumento di democrazia diretta, senza sostituirla. Il progetto per esteso è sulla pagina dedicata: APE — Assemblea Popolare Ecumenica, raccontato anche in video da PensAttivo.
Il video è stato pubblicato dal canale YouTube del Comitato Iniziative Popolari. Il resoconto qui sopra riprende gli argomenti dell’intervento di Luigi Spanu; per il ragionamento per esteso, con le sue parole, si rimanda al video integrale.